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...e_se_c'è_chi_la_chiama_merda_io_la_chiamo_arte...
Cinquantasette anni al contrario.
post pubblicato in Diario, il 28 marzo 2012
Quando assisto a un funerale provo sempre un certo imbarazzo. Non so cosa dire, nè cosa fare. Ci sono momenti in cui ogni parola è superflua, scontata, banale... anche se l'intenzione sarebbe quella di esprimere conforto a chi ha perso qualcuno d'importante. Se n'è andato ieri, un uomo la cui vita è stata tutta in salita, un amico di famiglia col quale abbiamo condiviso circa venticinque anni dei nostri momenti più duri, più difficili e anche quelli di mezza spensieratezza. Tutti ci aspettavamo che presto sarebbe arrivata la sua ora ma ho realizzato il suo distacco solo quando ho visto la bara lì, al centro della Chiesa, davanti all'altare, tanti fiori attorno e il prete che pronunciava il suo nome. Rimane il ricordo di tutte le domeniche passate insieme al mare, anche quelle invernali, bigie, nuvolose, piovose, freddose. Cinquantasette anni al contrario... ricorderò le sue battute, le sue battaglie e la tenacia con cui riusciva a prendersi cura di sua figlia, grande fuori ma bambina nell'animo, e di sua moglie.

Ciao Michele.
Adesso potrai riposare in pace.
21 anni non compiuti
post pubblicato in Diario, il 10 ottobre 2010
Oggi è stata una giornata piena. Non so definirla diversamente. Piena di emozioni, di voglia di stare bene, di godermi l'aria fredda del mattino, i deboli raggi di un sole nascosto, la pioggerella del pomeriggio. Insieme al gruppo I.D.I.V.I.S. abbiamo riempito le strade di Piazza Armerina, visto parte degli scavi archeologici, una villa romana, pagana del III sec. d. c. Alcuni di noi sono entrati in una Chiesa per visitarla, inconsapevoli che c'era in corso una funzione, sono usciti velocemente per non creare disturbo, suscitando al prete comunque un'espressione sbigottita!
Alle tre siamo arrivati in un agriturismo dove, tra antipasti, piatti tipici e lunghe chiacchierate, ho trascorso questo giorno che porta per me una data importante. Attraverso le vetrate vedevo dimenarsi grandi alberi di palme e di ulivo, il vento sembrava volerle tirare a sè.
Ogni tanto uscivo per prendere una boccata d'aria gelida, ottima per bloccare quelle lacrime che altrimenti, forse, sarebbero scese; la bassa temperatura le congelava sul nascere. In macchina la radio trasmetteva musica, partite, notizie di cronaca; io avevo in mente sempre la solita canzone da stamattina appena sveglia: "Sta passando novembre" di E. Ramazzotti. Sembra sia stata scritta per la mia sorellina.
Posso scherzare e divertirmi quanto voglio ma, alla fine, il mio pensiero va sempre a lei. Soprattutto quando è il giorno del suo compleanno e lei quei ventuno anni non li compirà mai.

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permalink | inviato da Concy31 il 10/10/2010 alle 21:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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