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Cinquantasette anni al contrario.

Quando assisto a un funerale provo sempre un certo imbarazzo. Non so cosa dire, nè cosa fare. Ci sono momenti in cui ogni parola è superflua, scontata, banale... anche se l'intenzione sarebbe quella di esprimere conforto a chi ha perso qualcuno d'importante. Se n'è andato ieri, un uomo la cui vita è stata tutta in salita, un amico di famiglia col quale abbiamo condiviso circa venticinque anni dei nostri momenti più duri, più difficili e anche quelli di mezza spensieratezza. Tutti ci aspettavamo che presto sarebbe arrivata la sua ora ma ho realizzato il suo distacco solo quando ho visto la bara lì, al centro della Chiesa, davanti all'altare, tanti fiori attorno e il prete che pronunciava il suo nome. Rimane il ricordo di tutte le domeniche passate insieme al mare, anche quelle invernali, bigie, nuvolose, piovose, freddose. Cinquantasette anni al contrario... ricorderò le sue battute, le sue battaglie e la tenacia con cui riusciva a prendersi cura di sua figlia, grande fuori ma bambina nell'animo, e di sua moglie.

Ciao Michele.
Adesso potrai riposare in pace.

Pubblicato il 28/3/2012 alle 19.45 nella rubrica Diario.

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