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Eppure lo aspetto.

Potessi farti comprendere come mi sento ogni volta che mi dici "Ti voglio bene". Quello che mi provochi dentro è una tempesta di emozioni che stento a gestire. Gli occhi si inumidiscono, le mani tremano e il cuore, il cuore diventa piccolo piccolo, come fosse stretto in un abbraccio. Ma è un abbraccio di quelli che non si riescono a spiegare, di quelli dati con la paura di sbagliare. Ecco, è questa la nostra nemica, la paura. Paura di sbagliare la tua, paura di non essere all'altezza la mia. E così restiamo sospesi in un tempo che non sarà mai il nostro. In un posto dove non passa nessun treno su cui saltare. Diamo la colpa alla distanza quando oggi è così facile incontrarsi. Una serie di scuse che ci fanno andare avanti strisciando, invece di volare. E mi arrabbio con me stessa per non essere capace di arrabbiarmi con te, per non essermi saputa difendere da te o forse da me stessa, da questa mia debolezza, da questo essere così schifosamente sensibile, da questa ostinazione nel voler credere ai tramonti, alle stelle cadenti, alle poesie, alle citazioni dei films, dei libri, delle canzoni. E così quell'abbraccio di cui ho tanto bisogno, non so più che sapore avrebbe. Eppure lo aspetto.

Pubblicato il 17/11/2015 alle 16.39 nella rubrica Diario.

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